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IO
SONO UN EX LAVORATORE TELCAL
-"E che cosa vedi
davanti a te?"
-"Vedo il futuro!"
Io sono un ex lavoratore TELCAL ed il mio futuro non lo vedo più! Quando,
per l'ennesima volta ti prendono per i fondelli, quando per l'ennesima volta ti
senti dire di non preoccuparti perchè c'è la soluzione, quando l'assessore di
turno ti dice di aspettare un poco ancora e nel frattempo si fa una legge 28 per
la quale prima ti fanno fare domanda e poi ti dicono che non hai i requisiti per
poterne usufruire, allora capisci che sei alla fine, che TELCAL ORA E' MORTO! Ed
io? Sono morto pure io?
Chi legge si sarà seccato di sentir parlare di Telcal e dello sperpero
effettuato; anche chi della cronaca fa il proprio mestiere si è stancato ed
addirittura ha ventilato ipotesi di complicità dei lavoratori e della parte
dirigente come se le decisioni a suo tempo fossero prese di comune accordo. Io
ho sempre subìto le decisioni che in alto prendevano ed anzi, per aver tentato
di ribellarmi ho anche pagato. E quando ci siamo ribellati tutti al sistema,
quando abbiamo rifiutato il contratto con Whynot che tutti volevano (compresi
politici in regione e sindacalisti collusi) abbiamo perso ogni diritto al
lavoro, ogni diritto a rivendicare la nostra posizione di sub-precari.
Oggi uno sparuto gruppo di ex lavoratori Telcal che non riesce a reinserirsi in
un ambito lavorativo in recessione e affollato da persone quanto meno più
giovani è senza speranza per il futuro proprio e delle proprie famiglie.
Nei giorni passati ho letto con innegabile piacere i nomi degli indagati per
l'inchiesta Whynot e spero, prego, che la giustizia faccia il suo corso fino in
fondo e che personaggi nominati paghino le loro colpe, grandi o piccole che
siano. Forti del loro potere (politico e non) sembrava si divertissero
quando giocavano con la vita mia e dei miei colleghi di allora. Unico neo di
questa "gran bella compagnia" è la mancanza di alcuni sedicenti sindacalisti.
Che si vada fino in fondo allora! Che chi ha sbagliato paghi e che chi di dovere
continui a tenere gli occhi aperti anche ora, perchè mentre si indaga su Whynot
e sugli strani rapporti tra questa società di servizi e la Regione Calabria,
ecco che i nostri amministratori varano in agosto la legge 28 che prevede il
reinserimento nel mondo del lavoro dei precari della Regione stessa e che tutti
conoscono come legge Whynot. Come si possono considerare precari della
Regione i dipendenti di una società privata? E come si può fare una legge ad hoc
per alcuni e lasciandone volontariamente fuori altri?
Per chi non lo sapesse, alla legge 28 varata in pieno agosto, ha fatto seguito
un bando che prevedeva una manifestazione di interesse da parte di chi, come me,
si sentiva precario. Per la terza volta nel 2008 il mio curriculum è stato
inviato ad un ufficio regionale. Per la terza volta ci hanno detto di fare
domanda e di non preoccuparsi. Nei giorni tra Natale e Capodanno, in pieno stile
calabria, ci sono stati i colloqui. Io non sono stato convocato, quindi sarò
stato escluso. PERCHE'? Io sono un ex lavoratore
TELCAL! |
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